DIO SALVI IL FORO MUSSOLINI

   

di LIDIA LOMBARDI  TRATTO DA WWW.ILTEMPO.IT


LE CERIMONIE, le commemorazioni, i discorsi celebrativi. Roma ha festeggiato mezzo secolo di vita dello stadio Olimpico con l’ovvio corollario di flashes e di passerelle per politici e vertici Coni. E con il ripasso, nelle immagini pubblicate dai giornali, di com’era, lo stadio dei romani, cinquant’anni fa. E allora, il confronto tra ieri e oggi sferza con l’interrogativo: che cosa c’è da festeggiare? Le condizioni miserevoli in cui versa ora non solo l’Olimpico ma tutto il complesso del Foro Italico? Il completo snaturamento di uno dei complessi urbanistici che - insieme con l’Eur e con la Città Universitaria - è stato, a ragione, uno dei vanti del Ventennio?
L’Olimpico, dal ’90, non è più lo stesso. Enrico Del Debbio lo aveva progettato piatto, quasi interrato sotto la collina di Monte Mario, per non turbare lo scorcio paesaggistico. Lo aveva chiamato, con scelta quasi poetica, «Stadio dei Cipressi». Alla ribalta venne nel ’60, quando per le Olimpiadi fu terminato e cambiò nome. Tredici anni fa il Mundial lo ha sfigurato. Raddoppiato in altezza per aumentare la capienza (la proposta di Dino Viola, uno stadio nuovo, alla Magliana, restò lettera morta), coperto con l’utilizzo di bianchi e traslucici tralicci. La «corona di spine», come fu chiamata da insigni architetti e urbanisti. Rimasti inascoltati.
Il degrado tutt’intorno aumenta di giorno in giorno. I pini che lo circondano si ergono su aiuole spelacchiate, e al posto del verde ci sono cartacce. Transenne sistemate dal Coni rompono le prospettive dei vialetti di quella che era stata concepita come cittadella dello sport.
Un’area tuttora sottoposta a vincolo monumentale, come avvertono certi cartelli. Che vietano di passarci in moto, con i pattini, perfino in bicicletta. Invece, sui marmi bianchi del «Foro Mussolini», sui mosaici pavimentali attorno alla Fontana della Sfera - alcuni hanno la firma di Gino Severini e fu assai sommario il restauro in occasione del Mundial - sfrecciano indisturbati ragazzi in pattini, fanno piroette sullo skateboard, scivolano incuranti sugli scooter. Scritte sulla stele del Duce, cumuli di grasso colato dai baracchini dei rivenditori ambulanti di panini e salsicce quando c’è la partita aggiungono offesa a offesa. Il gran circo, che ha appena levato le tende, degli Internazionali di Tennis schiera padiglioni posticci. E se lo stadio del Tennis, di Costantino Costantini, è stato per anni coperto da tralicci, anche in questo caso per aumentare i posti-spettatori, adesso è soffocato da tribune in legno.
A qualche decina di metri, l’altro sfregio. La «metafisica» Accademia della Scherma di Luigi Moretti, trasformata in aula bunker quando per il terrorismo fu l’ora dei processi, è tuttora circondata da una cancellata rigata di ruggine come i marmi dell’edificio e sovrastata dall’insegna al neon «Carabinieri».
L’ultimo gioiello, lo Stadio dei Marmi, ha le bianche statue mutilate, le gradinate grigie di smog e di macchie di umidità. Non una fontanella dà acqua, non una panchina è integra. Sullo sfondo, le palazzine gemelle del Coni, dell’Istituto Universitario di Scienze Motorie e della Piscina sono state ridipinte. Non nell’originario rosso pompeiano ma col quarzo plastico che vira sul violaceo.
Davvero, meglio non ricordare com’erano stadio Olimpico e Foro Italico. E, se davvero bisogna farlo, si corra ai ripari.


giovedì 22 maggio 2003

 

Da:l’espresso on line
ARCHITETTURA
Dio salvi il Foro Italico
di Massimiliano Fuksas
Fortunatamente cominciamo a renderci conto dei disastri che in questi
anni sono stati compiuti a danno del nostro patrimonio storico artistico.
Le prese di posizione sulla vendita (voluta dal ministrero delle Finanze) e
le importanti "modifiche" previste per il complesso romano del Foro
Italico, straordinario progetto urbano e architettonico costruito tra la fine
degli anni '20 e l'inizio degli anni '30 da Enrico Del Debbio, fanno sperare
che inizi una non strumentale discussione sul tema della conservazione e
dell'innovazione. Dopo la "distruzione" sistematica del bellissimo palazzo
della scherma di Moretti, a opera del ministero di Grazia e Giustizia che
lo ha trasformato in tribunale di massima sicurezza, operando uno
scempio senza precedenti, ora è lo stadio Olimpico a essere minacciato
da una idea bizzarra di trasformazione in multisale, centro commerciale e
chissà cos'altro. Lo stadio dei Marmi, la piscina coperta del Costantini con
i mosaici di Canevari e Rosso, le altre strutture, i tracciati, la simbologia
(retorica!), sono un complesso unico. Così come l'Eur e l'Università La
Sapienza fanno parte di una storia ricca di architettura che rischia di
scomparire come testimonianza di un periodo in cui i piani urbanistici di
Piacentini si componevano di Pagano, Ponti, Aschieri, Moretti, La Padula.
Se proprio si deve intervenire lasciamo in pace quello che funziona e che
senza fatica ci è arrivato in eredità, e occupiamoci della terra della
disperazione delle nostre più difficili periferie.
28.06.2001

 

 

da  http://www.an-sport.org/interpellanza.htm
INTERPELLANZA URGENTE

I Sottoscritti Senatori Maceratini, Fisichella, Magliocchetti, Pace, Palombo, Pedrizzi, Valentino - Premesso che:
1 - con decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Ministero del Tesoro e quello delle Finanze hanno ufficializzato l’intenzione di alienare a privati l’intera area del Foro Italico in Roma;
2 - tale area comprende, oltre allo Stadio Olimpico, beni di altissimo valore culturale ed artistico come la Fontana della Sfera, lo Stadio dei Marmi, l’Obelisco, gli Stadi del Nuoto, la casa delle Armi, lo stadio della Pallacorda, il palazzo ad H (sede del CONI) e l’Accademia di Musica, oltre a pregevoli mosaici e ben 60 statue;
3 - tale complesso monumentale di grandissima omogeneità artistica, architettonica, urbanistica e paesaggistica é oggetto di interesse di studiosi di tutto il mondo e costituisce un patrimonio non solo di tutti i cittadini Italiani, ma dell’intera umanità;
4 - l’area si trova in una zona oggetto di grande rivalutazione artistica. Infatti essa rientra nel progetto di porta culturale di Roma Nord che partendo da Villa Borghese con la sua valle dei Musei, scende verso il fiume con l’Auditorium passando per lo Stadio Flaminio, opera del grande architetto Pierluigi Nervi. Da lì si prosegue verso il Tevere attraverso via Guido Reni, dove dovrebbe sorgere il nuovo centro per le Arti Contemporanee, ed infine, attraverso il ponte pedonale, arriva fino al Foro Italico;
5 - l’area ha anche un grande valore ambientale come parco monumentale adagiato sotto la seicentesca Villa Madama, con vegetazione di pini ad ombrello, cedri e cipressi;
6 - la destinazione più appropriata appare quindi quella del parco pubblico con spiccata vocazione sportiva, che mantenga, comunque, una sua forte unitarietà;
7 - al contrario la vendita, a privati, visto il notevole valore economico, potrebbe addirittura smembrare il Foro Italico, dato che il suindicato decreto non esclude la possibilità di una vendita frazionata.

Ciò premesso e ritenuto interpellano:

Il Presidente del Consiglio, il Ministro dei Beni Culturali ed il Ministro dell’Ambiente, e per quanto di competenza, i Ministri del Tesoro e delle Finanze, per conoscere quali iniziative intendano prendere in difesa del valore artistico, culturale ed ambientale dell’area del Foro Italico, nonché del patrimonio sportivo che esso rappresenta ed evitare così uno scempio che priverebbe Roma e l’Italia di un bene monumentale oggetto di studio e di ammirazione in tutto il mondo.
 

UN ALTRO PROBLEMA DEL FORO MUSSOLINI  E' LA SALVAGUARDIA DEI SUOI MOSAICI : OGNI GIORNO BANDE DI SKATER CORRONO CON LE LORO ROTELLE SUI PREGIATI MARMI DEI MOSAICI, ROVINANDOLI IRREPARABILMENTE SENZA NESSUN VIGILE CHE LI CACCI VIA. SE VOLETE FARVI UN IDEA COLLEGATEVI A QUESTO SITO :           http://www.skatecoffee.net/foto/foroitalico-b.htm 

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